THE HANDMAID’S TALE: il racconto di un’ancella un po’ incoerente

Trovare una serie TV che mi soddisfi, in questi ultimi tempi, è un’impresa ardua quanto scegliere un paio di scarpe. Terminata “This is us”, family drama americano dal meritatissimo successo, ero alla ricerca disperata di qualcosa di coinvolgente ma non troppo smielato, dato che le lacrime versate con la famiglia Pearson mi hanno prosciugato. Pensando e ripensando, mi è venuta in mente una serie TV di cui avevo letto tantissimo in articoli d’oltreoceano. Continua a leggere

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Cremonini Stadi 2018: un’esperienza “Poetica”

Circa una settimana fa ero sul treno di ritorno da Bologna, ultima meta del tour negli stadi di Cesare Cremonini. Bolognese, cantante: inizialmente front man del gruppo Lunapop, in seguito solista con una strepitosa carriera in continua ascesa. La mia passione per Cremonini nasce non molto tempo fa, aggrappata alla canzone Marmellata #25, un pezzo bellissimo e carico di una malinconia un po’ buffa. La sentivo in radio e immaginavo sempre lui che girava per caso cercando quella marmellata, che lei gli aveva nascosto. Continua a leggere

Lara Croft: come cambiano i canoni di bellezza femminile

Ieri sera ho guardato Tomb Raider, l’ultimo film della saga incentrata sul videogame che ha segnato un’intera generazione. La protagonista è Alicia Vikander, che interpreta una una Lara Croft muscolosa, asciutta e dal sex appeal androgino. Si, lo so, sono in ritardo, ma mentre osservavo la pellicola, attentamente incollata sull’abs di Alicia che per me forse sarà pura utopia, il mio cervello come sempre volteggiava tra teorie e ispirazioni che ora vi racconterò. Continua a leggere

Il mio nuovo racconto su Edizioni Open

Ho sempre sfogato la mia creatività attraverso disegni, recitazione, scrittura. Si contrapponevano costantemente al pragmatismo di una società che ti vuole per forza posizionato in un luogo di stallo a finire la tua vita in catene.
Conscia del fatto di non avere molto tempo in questa lifetime, continuo a provare a esprimere la mia creatività, come con questo racconto, che ho pubblicato sul sito Edizioni Open, una piattaforma che ti consente di postare racconti o serie di storie inedite. Se vi va, cliccate su questo link e leggetelo: leggi il racconto “Leila o non so chi”

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Meghan Markle e quei look sbagliati

Meghan Markle, una delle donne più invidiate del mondo, sbaglia i look. Attrice di Hollywood, dichiarata femminista, e ora, neo-moglie del principe Harry d’Inghilterra. Si direbbe che abbia tutte le carte in regola per diventare un’icona di stile e infatti il mondo celebra ancora, a giorni di distanza il suo anti-convenzionale royal wedding, celebrato lo scorso 19 Maggio. La sposa ha attraversato la navata della St. George Chapel in Windsor, coraggiosamente da sola, imbracciando negli ultimi metri il futuro suocero Charles. Luminosissima in un abito in cady di seta, bianco puro, con scollo a barca e maniche a tre quarti disegnato dalla designer Clare Waight Keller: semplicemente Givenchy. Continua a leggere

Quando ho partecipato a “L’Eredità”, il gioco a premi su Rai1

Quando mi arrivò l’email non ci credevo. La chiamata? Neanche.
Diciamo che il fatto di dover andare in televisione per me rappresentava una gioia incredibile, ciò che sempre avevo sognato.
Arrivata a Roma dopo aver precedentemente svolto il test di cultura generale e il provino davanti la telecamera, mi sistemai nell’hotel a Cinecittà. Ci andai sola, come di solito affronto tutte le esperienze più significative della mia vita.

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ANGELA

Angela lo aspettava trepidante anche quella sera. Gli aveva preparato una zuppa che dal colore verdognolo non sembrava del tutto appetitosa, ma d’altronde lei di cucina non ne aveva mai capito niente. Per tutto il pomeriggio aveva letto uno di quei testi che don Mario le aveva portato da Roma: La Teologia Morale. Quanto le piaceva leggere: da quando sua sorella le aveva lasciato l’appartamento per emigrare in Francia, Angela si era creata il suo angolino da lettura con poltrona e lampada abat-jour. Aveva sistemato persino una coperta di lana patchwork sulla seduta, così all’occasione, poteva coprirsi e scaldarsi mentre leggeva.

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La donna istruita

<<Non avevo detto io, che era un errore, educare le donne?>>
Così diceva papà Gus nel film “Il mio grosso grasso matrimonio greco”. La povera Toula voleva iscriversi all’università, studiare informatica, emanciparsi e staccarsi dal cordone ombelicale che la teneva legata al ristorante di famiglia. Sognava di espandere i suoi orizzonti e poter mettere in pratica le sue, come si direbbe ora, skills. I genitori tentarono in tutti i modi di dissuaderla dalla sua “malsana” idea di studiare presentandole dei probabili mariti o non facendola uscire di casa. Continua a leggere

Nomi, cognomi e soprannomi

Sono nata come Federica Doriana Iuso, senza se e senza ma, ma soprattutto senza virgola, perché mio padre la dimenticò. Ho sempre odiato questo secondo nome, non ha mai avuto significato valido nella mia vita. È pesante, e mi ricorda quelle donne di una volta, le zitelle col grembiule. Crescendo sono diventata “Chicca”, per mamma e papà e qualche zia, ma dopo poco divenni “Fedy” perché era più carino e facile da pronunciare. Tutti mi chiamavano “Fedy”, era corto, delicato e io lo accettavo molto volentieri. Continua a leggere

Ultimo reportage da Londra

Sembra ieri che me la stavo facendo sotto per la paura dell’aereo. Ma poi sono salita, ho ripetutamente fatto figuracce ma l’ho superata. Sembra ieri che ho iniziato il mio tirocinio alla galleria d’arte Barbican, non capendo quasi una parola di quell’inglese così biascicato. Ho faticato, ma poi ci ho fatto l’orecchio. Sembra ieri che ho traslocato nell’appartamento in Old Street, in cui abitavo con una ceca, una francese e uno spagnolo, (sembra una barzelletta) poi una coreana e ancora un’australiana: abitudini diverse, incomprensibili. Sembra ieri. Quattro mesi di scoperte, nuove conoscenze, bellissime sorprese, pianti di malinconia e subito dopo esplosioni di riconoscenza. Vedrai che non te ne vorrai andare più, dicevano. È così, perché Londra, il suo modo di pensare, di vivere, ti travolge come una folata di vento sui capelli appena fatti dal parrucchiere: all’inizio ti arrabbi perché ti ha arruffata tutta, ma dopo ti accorgi di stare meglio così, selvaggia e sicura di te. Sono felice di aver passato questi mesi qui: ho lavorato con il coordination team della galleria d’arte, a stretto contatto con curatori, manager e organizzatori di mostre. Sto partecipando alla realizzazione della mostra sull’artista Jean Michel Basquiat, famosissimo graffitaro della pop culture e beat bop. Sono orgogliosa, fiera di me e me ne sbatto delle menti chiuse che mi dicevano che non sarei dovuta andare all’estero perché dovevo stare con il mio fidanzato. Che frasi terribili. Non so cosa farò adesso: magari tornerò a fare la disoccupata al mio paesello, magari diventerò una superstar o magari troverò un lavoro adatto a me e che mi faccia stare bene. L’unica cosa che consiglio è quella di OSARE. Non esagerare, ma osare. In qualsiasi modo vogliate intenderlo, se avete le possibilità, sfruttatele per provare nuove esperienze che vi aiutino a crescere e migliorare. Io adesso mi godo l’ultimo week end in questa città, respirando l’aria frizzante e umida che all’inizio ho tanto odiato.